Un anticipo di autunno meteorologico ha salutato la ripresa dell’attività nelle industrie della provincia, quasi a sottolineare che le nuvole della crisi ancora incombono su di noi. Il Presidente di Confapi Alessandria, Giuseppe Garlando, in questa intervista esprime il suo giudizio sulla situazione delle piccole e medie industrie locali, tra incertezze e aspettative.
d- Presidente Garlando, come valuta la realtà delle Pmi alla riapertura dopo la pausa di agosto?
r- Non posso esprimere una riflessione generalizzata, in quanto, ormai, ogni azienda fa storia a sé. Posso dire che sicuramente sono in grande sofferenza le imprese più piccole, quelle che hanno pochi dipendenti. Per loro, soprattutto se sono rivolte al mercato interno, la crisi ha prodotto effetti davvero evidenti, a causa di ritardati pagamenti, di chiusura del credito e, spesso, calo degli ordini. I settori coinvolti sono i più diversi, con riferimenti più marcati al settore metalmeccanico, orafo, di fornitura per le imprese edili e dei servizi. C’è ormai in giro una sensazione di pessimismo che non è propria del “sentire” dei nostri imprenditori, che sono per loro vocazione portati a vedere i lati positivi primeggiare sui negativi.
d- Quindi si profila un autunno problematico?
r- Ormai il nostro quadro istituzionale procede con una “navigazione a vista” e questo crea effetti di ricaduta sull’economia. Fortunatamente non abbiamo avuto un agosto nel quale, come affermavano molti osservatori, una tempesta finanziaria avrebbe preso di mira il nostro Paese. Certamente il problema è generale, ma da noi il tessuto produttivo è molto diverso rispetto ad altri Stati.
d. Cioè?
r- Lo affermiamo da molto tempo: non ci può essere ripresa se si ignorano le piccole e medie industrie, perché sono più del 90% della realtà economica italiana. Non così accade in altre parti d’Europa. Come ha recentemente affermato il nostro Presidente nazionale, Maurizio Casasco, in carica da poche settimane, “ si deve ripartire da questa consapevolezza e dedicare maggiore attenzione alle piccole e medie industrie italiane.” Quindi è necessario un contratto di lavoro a misura delle Pmi , che faccia riferimento alle dimensioni e non soltanto alle categorie in cui operano. Il peso complessivo delle Pmi dovrà anche essere valorizzato nei rapporti con le banche, perché il credito è il volano necessario allo sviluppo. Infine è ormai giunto il momento che le nostre aziende si aprano ai paesi esteri non solo per ciò che compete al mercato, ma anche in termini di rappresentatività, per la condivisione di temi utili anche alla nostra economia.
d- Confapi ha attivato iniziative a sostegno degli associati?
r- Oltre alla puntuale assistenza quotidiana fornita dai nostri funzionari sui più diversi aspetti legati alle normative di legge, abbiamo attivato, vista la difficoltà di tutte le imprese ad accedere al credito, un servizio, attraverso il nostro Confidi nazionale, che riteniamo di grandissima utilità. Infatti, tramite questa opportunità, si delibera un “plafond di garanzia”che le imprese possono “spendere” nei confronti del sistema bancario all’atto della richiesta della linea di credito. In altre parole: nell’approccio con le banche l’azienda può presentare, a prima richiesta, una garanzia già acquisita pari al 50% delle linee di credito deliberate in suo favore. Riteniamo questa una risposta concreta ai reali bisogni degli imprenditori.