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LINK UTILI
 | | Inps | | Istituto Nazionale Previdenza Sociale |
 | | Apidal | | Imprenditorialità-donna Alessandria |
 | | Fapi | | Fondo Formazione Pmi |
 | | Conai | | Consorzio Nazionale Imballaggi |
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IN PRIMO PIANO [21/1/2012 - ore 10:0] “Si è chiuso con il 2011 un anno particolarmente difficile per il sistema delle Piccole e medie Industrie. La crisi sempre più diffusa ha prodotto, anche nella nostra provincia, effetti drammatici nel nostro comparto”. Si apre con queste parole l’analisi del Presidente provinciale CONFAPI Giuseppe Garlando relativa allo situazione del comparto Pmi alessandrino. “ Nei dodici mesi appena trascorsi -continua Garlando - abbiamo registrato il fallimento di 15 aziende ( 5 nella zona di Alessandria, 2 nel Casalese, 3 nel Valenzano, 2 nell’Ovadese e 3 nel Tortonese). A queste dobbiamo aggiungere altre 17 imprese, delle quali molte orafe, che hanno dovuto cessare l’attività. A questo scenario dobbiamo aggiungere che quasi il 20% delle imprese associate ha richiesto nel 2011 la Cassa Integrazione Ordinaria. Per quanto riguarda la Cassa Integrazione Straordinaria rileviamo una diminuzione consistente di richieste ( 13 nel 2011 contro 28 nel 2010), ma non è comunque un buon segnale. Infatti i nomi che non compaiono in elenco sono praticamente tutti legati a industrie che hanno chiuso i battenti. E’ ovvio che tutta questa situazione ha pesanti ripercussioni sulla situazione occupazionale e quindi sul destino di un considerevole numero di famiglie residenti in provincia.” Come ha inciso la crisi economica nei diversi comparti produttivi? Il quadro ci viene presentato dal Segretario Generale di CONFAPI Alessandria Enrico Taverna : “ Le maggiori sofferenze le rileviamo nelle imprese fornitrici del settore edile, che sconta un evidente rallentamento nell’attività. Altro comparto in difficoltà è l’orafo, soprattutto per le aziende di dimensioni più piccole. Abbastanza negativo il panorama del casalese, mentre sembrano ancora reggere le zone di Ovada e Novi. Stanno marciando abbastanza bene i settori della gomma/plastica e delle chimica. Anche l’alimentare, nonostante una contrazione nei consumi, non sembra denunciare ancora aspetti problematici. Sicuramente ciò che incide con particolare evidenza nell’andamento delle industrie associate è il versante degli adempimenti, perché molte stanno scontando una difficoltà reale di liquidità di denaro.” Quali sono, allora le previsioni per il nuovo anno? Risponde ancora il Presidente Garlando: “Siamo quotidianamente bombardati dalla parola “sacrifici”, che chi ci governa ripete incessantemente. E’ un termine che i nostri Imprenditori conoscono bene. Finora si è parlato di tutto, troppo poco di interventi a sostegno del lavoro. Non è possibile aggiungere soltanto tasse alle tasse, per chi regolarmente già le paga. Da mesi la situazione è come avvitata su se stessa, come se ci fossimo fermati tutti. Ora servono davvero riforme capaci di rimettere in movimento l’economia di un Paese importante come il nostro. Come Associazione, sia in ambito locale, che in quello nazionale, stiamo intensificando ogni azione volta a ribadire che la politica economica deve andare in direzione della Piccola e Media Impresa, altrimenti tutti i sacrifici, seppur oggi accettati, non serviranno.”
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